La nostra guerra di liberazione continua!

Il 25 Aprile è passato ma noi continuiamo la nostra guerra di liberazione
 

Si avvicina il 25 aprile, una data molto importante per me, in quanto antifascista.L’antifascismo in cui credo non è quello che portano avanti politici e politicanti vari, che prima parlano di uguaglianza e libertà di espressione, e il minuto dopo additano lo straniero o l’ultimo arrivato di turno come il nemico del popolo. L’antifascismo in cui credo e quello fatto dalla gente comune, fatto da quelli che non vedono nel collega rumeno un nemico ma anzi, un amico con il quale confrontarsi e risolvere le difficolta quotidiane sul posto di lavoro. Fin da bambino ho sempre frequentato senza problemi persone di qualsiasi colore ed etnia; gli unici che non ho mai retto sono i prepotenti e gli arroganti.Proprio per queste idee oggi mi trovo in carcere. Il crimine, se così si puo definire, è quello di essere un antifascista, vero. Lo scorso 22 febbraio, insieme a centinaia di persone, sono sceso in piazza per ricordare a quel vigliacco di Di Stefano che Torino è antifascista. La nostra città, oggi come allora, non permette a queste persone di insozzarla con i loro ideali di odio e razzismo. Come ad ogni loro comizio o iniziativa, consci di attirarsi ogni volta una rabbia popolare e sincera, quella sera i fascisti di Casapound erano asserragliati in un hotel circondato dalla polizia. Nonostante i lacrimogeni, gli idranti e le cariche della polizia, siamo riusciti ad avvicinarci e a rendergli difficile lo svolgimento del loro teatrino. Ancora una volta abbiamo dimostrato che, nel nostro paese, nella nostra città non c’è, e non deve esserci spazio, per alcuna forma di fascismo.

Ora vorrei invitare ad una riflessione e anche ad una presa di posizione. Oggi, nel 2018, ancora si viene processati solo per il fatto di essere degli antifascisti, io di questo non mi spavento, ma dovrebbe fare riflettere su un paio di cose tutti quegli antifascisti “del 25 aprile”, salvo poi scordarselo il 26, e rimanere in silenzio tutto il resto dell’anno. Sono orgoglioso di essere nato in una città, Medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza, ma questo orgoglio va  sostenuto non solo con le belle parole, ma anche con prese di posizione chiare e decise.

Un saluto dal carcere delle Vallette a tutti gli antifascist* ver*! Ora e sempre resistenza!!!

Con affetto,

Nicolò

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Per scrivere a Nicolò:

Nicolò Mirandola

Casa circondariale Lorusso e Cotugno

Via Maria Adelaide Aglietta, 35

10149 – Torino

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