A CHI GIOISCE DELL’INCENDIO DI NOTRE DAME DE PARIS

Queste cattedrali sono chiamate “libri parlanti” e/o “libri del medioevo” poiché con la capillare presenza di iconografia sotto forma di bassorilievi, statue, affreschi, dipinti, vetrate, ecc. “parlavano” al popolo in epoche in cui la lettura era patrimonio di pochi. E in questa iconografia gli autori del tempo immettevano le loro credenze non solo cattoliche/cristiane ma culturali, popolari, tradizionali, di costume, di arcaiche reminiscenze, di substrato pagano. Chi le sa interpretare (archeologi, antropologi, storici) sa bene che vi si “legge” quel patrimonio culturale, storico e sociale che NON ci è pervenuto dai libri, perché, semplicemente, i libri erano monopolizzati dalla Chiesa. Se conosciamo le vere radici dell’Europa, che non sono cristiane, ma sono pagane, celtiche, germaniche, classiche, slave, ecc. lo dobbiamo in buona parte a queste cattedrali “parlanti”. Chi denigra le cattedrali in quanto cristiane, si mette alla stregua dei cristiani che distrussero i templi pagani e un conto è accusare la Chiesa di aver fatto erigere edifici per imporre alle genti il proprio culto, e qui siamo d’accordo nel non giustificare un comportamento abietto che ci portiamo dietro da due millenni. Tutt’altro conto è “demolire” lavori che prima di essere opere religiose sono stati opere dell’ingegno umano, dell’inventiva e della intelligenza di progettisti, costruttori, mastri scalpellini, vetrai, muratori e via dicendo, e -soprattutto- sognatori che hanno voluto dare un tributo al Divino emulando la Natura nel raggiungere altezze simili a quelle di alberi e rocce, nell’imitare i giochi di luce e l’imponenza di boschi e radure tramite i colori delle vetrate, le capriate e le volte a crociera, nell’ispirarsi ai massicci alberi creando navate, colonne e capitelli fioriti e così via…
Senza contare poi che tutti questi elementi architettonici erano ampiamente usati e conosciuti ben prima dell’avvento della Chiesa e adoperati -sia in luoghi di culto che in edilizia non cultuale- secoli prima dell’avvento del cristianesimo, a cominciare dall’arco, prima vera sfida architettonica alla gravità… e si va indietro nel tempo a Micene con la Porta dei Leoni…
Svilire così l’operato di masse di artisti ispirati non solo dal Divino ma principalmente dal mero e personale appagamento dell’esprimere creatività e del comunicare sentimento, significa essere sulla buona strada per diventare come quegli estremisti che hanno devastato i Buddha afgani, il museo di Mosul (coi reperti nientemeno che della città di Ninive, della quale hanno distrutto persino le mura), una cospicua parte dell’apparato museale del Cairo e altre rarità archeologiche e storiche.
Ricominciamo ad amare i boschi, chè la Natura è parte di noi e va salvaguardata, ma rispettiamo le opere dell’ingegno umano… e del Sogno umano. E se vogliamo toglierle alla Chiesa, sarei la prima a farlo, ma non demoliamo le cattedrali, né fisicamente ma nemmeno simbolicamente.

Deomira ErbaLuna


Immagini da ANSA


 

SONO MOLTO GRADITI I COMMENTI IN FONDO A QUESTA PAGINA…

 

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3 Responses to A CHI GIOISCE DELL’INCENDIO DI NOTRE DAME DE PARIS

  1. Pippo Mestrangelo scrive:

    Ottima risposta ai trogloditi che gioiscono per la tragedia di Notre Dame.Fortunatamente sono quasi tutti etichettati con l’infamante marchio fascio-razzista di stampo salviniano e questa è una garanzia di genuina ottusità!

  2. Vanni Mazzoni scrive:

    mi trovo perfettamente in accordo con te, ottimo articolo.

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