Anni di piombo

Anabel Montes e Marc Reig, [metto i nomi per rendere più facile agli organizzatori delle future “giornate della memoria” individuare chi sono gli eroi e le vittime del nostro tempo] capo missione e comandante della ProActiva Open Arms, sono indagati per “associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina”. Hanno salvato 218 disperati e si sono rifiutati di consegnarli alle motovedette libiche. Rischiano la galera per averli sottratti alle torture e ai ricatti e, probabilmente, a una morte certa. In Francia Benoit Duclois, guida alpina, rischia 5 anni di galera per “violazione delle leggi sull’immigrazione”. Ha salvato e portato in ospedale un uomo, due bimbi e la moglie incinta che arrancavano nella neve. Il giudice del lavoro del tribunale di Torino, Marco Buzano, ha invece convalidato il licenziamento di Elisabethe Aicha Ounnadi, 40 anni madre di tre figli di cui è l’unico sostegno economico. Ha “rubato” un monopattino, destinato alla rottamazione, dall’immondizia trattata dalla sua azienda (che prospera grazie ai finanziamenti pubblici) per regalarlo al figlio più piccolo. E sempre per rimanere in argomento a Genova il sindaco Marco Bucci, in applicazione del regolamento Minniti sul decoro delle città, ha decretato una multa di 200 € per chi fruga nei cassonetti. No non sono “anni di piombo” quelli che stiamo vivendo. Sono anni di democratica e pacifica convivenza civile. Anni in cui il “dialogo” e la “coesione sociale” ha trionfato sulla “cultura di morte”, sulla violenza, e sull’odio fra le classi. Intanto Assad si prende Ghouta e Erdogan, Afrin … e a morire sono solo i proletari a qualsiasi etnia appartengano. E i nemici, indicati al pubblico abominio, sono gli ex brigatisti in pensione che hanno pagato a caro prezzo con lunghi anni di galera (e qualcuno continua ancora a pagare nella tomba del 41 bis) le loro illusioni e le loro errate convinzioni giovanili e che hanno fatto il grossissimo errore di non aver capito – quello che tanti altri, più furbi, hanno capito – che sul conflitto sociale si possono costruire lucrose carriere personali. Bene, io ho comprensione per la Balzerani, rispetto per i suoi compagni morti, riesco a essere indulgente perfino con i pentiti e i dissociati. Ho solo disprezzo per chi in quegli anni soffiava sul fuoco della “rivoluzione” per poi finire, ben pagato nelle redazioni dei giornali padronali o nei partiti di governo.

Mario Gangarossa

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