Il carabiniere Raffaele D’Alessandro

 

 

 

 

 

Aveva questa fotografia sul suo telefonino.

Quando l’ha mostrata orgoglioso ad un suo amico amico, disse:
“IO ACCUSSI’ L’AGGIA LASSAT” (IO L’HO LASACIATO COSÌ)

Raffaele D’Alessandro, parlando con le persone da lui ritenute più fidate, ha raccontato “di quanto si fossero divertiti”, quella notte tra il 15 e 16 ottobre, a picchiare mio fratello Stefano Cucchi.
“GLIENE ABBIAMO DATE TANTE A QUEL DROGATO DI MERDA”.
Mentre raccontava si stava celebrando un processo contro le persone sbagliate che raccontava di un tossico che era morto di suo. Era spavaldo perchè pensava di averla fatta franca.


Mentre mi guardava ai telegiornali chiedere disperatamente verità e giustizia, mi definiva “STRONZA PUTTANA”. Raccontava poi dei violentissimi calci che avevano fatto cadere Stefano. Che gli avevano rotto la colonna vertebrale. “CHILL È SULU NU DRUGATU E MERDA”.
Si vantava di aver, insieme ad altri, pestato selvaggiamente un “DROGATO DI MERDA CHE PESAVA 40 CHILI”.
Perchè tutto questo? Non si sa.
Raffaele D’Alessandro, carabiniere, quando era in servizio si sentiva “RAMBO”.


Caro fratello mio, oggi ho sentito tutto questo in udienza. Lo hanno sentito pure papà e mamma. Poveri. Mi hanno fatto tanta tenerezza. Ho trattenuto le lacrime.


Eppure per questo governo sono io a fare schifo.
Buona notte Stè.
Ti vogliamo bene

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