Il nostro 11 Settembre

Il generale Pinochet, alla guida dell’esercito, prese il potere con un colpo di Stato l’11 settembre 1973, cingendo d’assedio il Palazzo Presidenziale, attaccandolo via terra e bombardandolo con dei caccia Hawker Hunter di fabbricazione britannica. Allende morì nel corso dell’attacco. Le cause della sua morte sono rimaste controverse: la tesi ufficiale divulgata subito dopo l’attacco fu che Allende si fosse suicidato con un fucile mitragliatore AK-47 che stava utilizzando durante l’assedio (si presume che sia quello che gli era stato regalato personalmente da Fidel Castro) e la stessa autopsia etichettò il suo decesso come suicidio. Tuttavia, soprattutto da parte degli oppositori al nuovo regime, sia in Cile sia all’estero, si sostenne subito la tesi dell’assassinio da parte dalle truppe di Pinochet durante l’irruzione finale all’interno del palazzo che stava difendendo.

Alcuni anni dopo il suo medico personale, che era tra quelli che insieme con Allende si trovavano all’interno della Moneda, rilasciò in un’intervista (trasmessa in italiano negli anni ottanta dalla trasmissione televisiva Mixer di Giovanni Minoli) una versione dettagliata dell’accaduto. Secondo il suo racconto, a seguito del bombardamento aereo e del successivo incendio del palazzo Allende avrebbe detto a quelli che stavano con lui a difendere la Moneda dalle finestre del primo piano di uscire dal Palazzo ormai indifendibile e sarebbe rimasto solo nell’ufficio. Tuttavia, sempre secondo il suo racconto, il medico sarebbe rientrato nell’ufficio nel momento in cui Allende si stava suicidando con una scarica di mitragliatore alla testa dal basso in alto. In particolare il medico disse di aver visto la parte superiore della calotta cranica di Allende volar via per effetto della scarica. L’autenticità di tale racconto rimane comunque incerta, considerando anche la situazione cilena negli anni in cui tali dichiarazioni sono state rilasciate.

 

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